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ARCore: un nuovo strumento per lo sviluppo di app in Realtà Aumentata

Recentemente si sente parlare sempre più spesso di Realtà Aumentata, ovvero una visione dello spazio reale arricchito da elementi/oggetti virtuali. Le applicazioni per questo tipo di tecnologia sono infinite, infatti la Realtà aumentata viene utilizzata in diversi ambiti, da quello ludico a quello medico e militare.

In quest’articolo parliamo di ARCore, un SDK (Software Development Kit) di casa Google per lo sviluppo di applicazioni in Realtà Aumentata. L’innovazione dietro ARCore è la possibilità di riconoscere e mappare lo spazio circostante con la sola fotocamera presente in tutti i dispositivi smartphone di ultima generazione.

ARCore è compatibile con applicazioni Java/OpenGL e con i più famosi ambienti di sviluppo grafici come Unity e Unreal.

Tra le funzioni che determinano la praticità di ARCore spicca tra tutte, la possibilità di determinare facilmente la posizione e l’orientamento del dispositivo mentre ci si muove, con l’obiettivo di posizionare in modo preciso gli elementi virtuali nell’ambiente circostante. In questo modo gli elementi virtuali manterranno la loro posizione anche se l’utente cambia posizione e/o angolazione. Con ARCore è inoltre possibile rilevare la luce circostante valutando automaticamente la sorgente e l’intensità della fonte luminosa, conferendo pertanto un’illuminazione più realistica agli oggetti.

Con questa nuova libreria software per la Realtà Aumentata, Google punta a offrire un utile strumento per gli sviluppatori di questo settore che sempre più sta diventando un punto cardine dell’Industria 4.0.

 

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logo tango
Google Tango: un mondo virtuale a portata di smartphone

In questo articolo vi parleremo di Google Tango: una piattaforma per la realtà aumentata sviluppata da Google che permette ai dispositivi mobili di individuare la loro posizione nell’ambiente circostante in modo da creare mappature 3D inserendoci altri elementi virtuali.

Grazie a Tango è possibile visualizzare modelli 3D all’interno del mondo reale semplicemente inquadrando la zona interessata con la fotocamera dello smartphone, questo permetterà di usare il proprio dispositivo mobile come una finestra verso un mondo virtuale nel quale possiamo fare, giocare ed esplorare di più.

Tango utilizza tre funzionalità: Motion-tracking ovvero la capacità di tracciare il movimento del dispositivo nello spazio, Area Learning memorizza l’ambiente circostante e lo condivide con altri dispositivi Tango e Depth Perception cioè la capacità di percepire la profondità.

Nel Play Store si trovano già alcune app sviluppate per Tango che espandono il reale: è possibile misurare le superfici degli oggetti, inserire oggetti come: elementi di arredamento, dinosauri, giocattoli e pianeti nella stanza.

Attualmente nel Detroit Institute of Art e nell’ArtScience Museum è possibile utilizzare dei dispositivi messi a disposizione dai musei che utilizzano la tecnologia Tango per esplorare completamente gli oggetti esposti.

Al momento ci sono solo quattro dispositivi in grado di supportare Tango: il tablet Yellowston e lo smartphone Peanut sono stati prodotti da Google per testare la nuova tecnologia, il Lenovo Phab 2 pro è il primo dispositivo acquistabile dal pubblico che permette di accedere a tutte le funzionalità di Tango mentre al CES 2017 è stato annunciato l’Asus ZenFone AR che sarà rilasciato nel secondo trimestre del 2017.

 

Un ringraziamento agli studenti dell’istituto ITST Kennedy Bordignon e Bernardini per la realizzazione del presente articolo.

Immagini dal sito https://get.google.com/tango/

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protocollo https
Metti in sicurezza il tuo sito con il protocollo sicuro HTTPS

In questi ultimi mesi, il colosso Google, al fine di garantire una maggiore sicurezza dei siti web, ha deciso che nei risultati delle ricerche effettuate attraverso il suo motore di ricerca, privilegerà i siti che hanno aggiornato il loro protocollo di connessione da non cifrato HTTP a quello cifrato HTTPS.

Questo il comunicato ufficiale del colosso Google:

“Chrome will soon mark non-secure pages containing password and credit card input fields as not secure in the URL bar.”

traduzione:

“Chrome presto notificherà nella barra degli URL come non sicure le pagine che contengono campi di input per password o carte di credito”

Tale decisione penalizza i siti sprovvisti di certificato SSL e non ancora messi in sicurezza, allertando i potenziali visitatori di questi siti dell’esistenza di una possibile minaccia per i loro dati.

Il protocollo HTTPS diventerà un vero e proprio fattore di ranking e i siti dotati di tale protocollo potranno godere anche di ulteriori privilegi oltre ad un migliore indicizzazione del sito da parte dei motori di ricerca.

Prima di parlare delle peculiarità riguardo la sicurezza del protocollo HTTPS, bisogna capire i concetti alla base del protocollo HTTP, ovvero il noto sistema per la trasmissione di informazioni sul web, basato sulla classica architettura client-server. Gli algoritmi di questo protocollo sono gestiti dal World Wide Web Consortium (altresì noto come W3C), algoritmi basati sostanzialmente sull’ascolto di una porta (generalmente la n° 80) in cui il server in ascolto riceve le richieste dei client, tramite il protocollo TCP.

Il protocollo HTTPS si basa sostanzialmente sul medesimo algoritmo del protocollo HTTP, ma con l’aggiunta di una doppia chiave criptata (sfruttando una crittografia detta asimmetrica) tramite il Transport Layer Security (TLS) o tramite il suo predecessore, il Secure Sockets Layer (SSL), la cui chiave codifica le informazioni inviate al server.

Sì, e allora?

HTTPS fornisce così all’utente che visita le diverse pagine web di un sito, l’autenticazione del server web che si sta utilizzando/visualizzando, per proteggere la comunicazione e l’incolumità degli utenti da attacchi di tipo Man In The Middle. Inoltre questo protocollo fornisce una cifratura bidirezionale, che consente di porre una maggiore tutela e attenzione anche ai server, al fine di ovviare operazioni di tipo eavesdropping (ascolto segreto ed illecito di conversazioni private).

Il protocollo HTTPS fornisce pertanto diversi livelli di protezione:

  • Integrità dei dati: i dati inoltrati non possono essere modificati o danneggiati durante il trasferimento;
  • Autenticazione: assicura agli utenti la comunicazione col reale sito web desiderato e non con copie fraudolente.

Lo voglio!

Il passaggio di un sito dal protocollo HTTP a HTTPS è un’operazione semplice, che richiede però l’intervento di tecnici specializzati al fine di installare correttamente, sul server ospitante il sito web, un certificato di sicurezza, che verrà rilasciato da una apposita Certificate Authority (CA – letteralmente Autorità Certificativa).

Per ulteriori informazioni su come rendere sicuro il tuo sito web contattaci

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